Che cosa vuol dire “essere positivi”? Forse che ce ne dobbiamo andare in
giro saltellando da una parte all’altra ridendo sempre, in qualsiasi
situazione, anche in quelle tristi e orrende, come dei protagonisti di un film
demenziale? Naturalmente no. Eppure è proprio questa l’immagine che molti
vedono di sé stessi quando qualcuno gli dice “pensa positivo!”. E infatti ecco che preferiscono immaginarsi donne o uomini dall’ “animo dannato”, visto che è
parte del credo collettivo l’idea che le persone intelligenti soffrono e solo
gli stupidi ridono (avete presente quel famoso detto “il
riso abbonda sulla bocca degli sciocchi”?). Le cose, per fortuna, non stanno
così.
lunedì 23 novembre 2015
venerdì 13 novembre 2015
Dimmi Come ti Comporti e ti dirò Come ti Vedi
Piaccia
o no, l’immagine che abbiamo di noi stessi influenza direttamente il nostro
comportamento, sia quando siamo da soli che quando siamo in compagnia. Se, ad
esempio, un uomo vede se stesso come una specie di James Bond, allora tenderà
ad assumere un comportamento molto distaccato ed elegante – quindi molto “english”
– proprio come il mitico agente segreto. Il motivo è dato dal fatto che il
cervello umano è in grado di accettare soltanto una minima divergenza tra i
nostri atteggiamenti e i nostri pensieri. Insomma, il vostro comportamento sarà
quasi sempre il riflesso dell’immagine che avete di voi stessi.
lunedì 9 novembre 2015
Non Smettete di Lottare
Nell’arco
della vita è capitato a tutti noi di attraversare difficoltà che sembrano
impossibili da superare, che ci opprimono, che calpestano il nostro animo.
Sentiamo di perdere la voglia di rialzarci. Sentiamo di aver smarrito il desiderio di
continuare a vivere. E questo solo se le difficoltà sembrano impossibili. Se poi, invece,
è accaduto qualcosa di spaventoso che ci ha colti del tutto impreparati, che
magari porta con sé la distruzione di tutto quello che abbiamo costruito, di
tutto quello che abbiamo amato, di tutto quello in cui abbiamo creduto, allora
non solo perdiamo le forze per continuare a lottare ma iniziamo a odiare
chiunque e qualsiasi cosa. Sentiamo che la vita
ci ha preso in giro e che, quindi, non ha più nessun senso rispettare le sue
regole. Questo perché siamo convinti che a ogni nostro sforzo, a ogni nostro
sacrificio debba corrispondere un premio, non certo una sofferenza. E così ecco farsi strada in noi la disperazione, che ci afferra e ci trascina sempre più giù, nelle
profondità di un mondo privo di qualsiasi senso.
venerdì 6 novembre 2015
Cercate di Capire, non presumete
Diventate più comprensivi e aperti rispetto agli altri
ed evitate di presumere di sapere ciò che gli altri vogliono o ciò che è bene
per loro. Questo è un
principio assoluto nella buona comunicazione che porta a una quantità
incredibile di vantaggi.
Troppo spesso apriamo una discussione pretendendo di
sapere già come la pensa il nostro interlocutore. E invece, prima di credere di
sapere, dobbiamo sforzarci di capire.
La presunzione, non dimentichiamolo mai, è sempre solo e soltanto distruttiva.
giovedì 29 ottobre 2015
Motivarsi e Motivare (ebook)
Dopo l'incredibile successo dei libri
"Come Essere sicuri di Sé" e "L'Arte di comunicare", la
collana dedicata al miglioramento personale continua con un nuovo volume:
MOTIVARSI E MOTIVARE, per ritrovare entusiasmo, energia e voglia di fare.
Spero che il messaggio in esso contenuto
possa far emergere in voi quella forza che di certo non vede l'ora di
esplodere! Buona lettura.
MOTIVARSI E MOTIVARE è al momento
disponibile in formato ebook su:
e nei prossimi giorni su Apple iTunes,
Google Play, laFeltrinelli, Mondadori store e in tutte le maggiori librerie
online)
venerdì 23 ottobre 2015
Come Riconoscere uno Stronzo al Primo Sguardo (Recensione)
Avete
presente quei tizi che se ne vanno in giro guardando tutti quelli che
incontrano con lo sguardo che sembra proprio dire “Siete tutti degli
stupidi. Soltanto io so come va il mondo e quali sono le cose giuste da fare e
da pensare”? Ebbene, molte volte definiamo questi personaggi con le parole “saccente”,
“arrogante”, “presuntuoso” e quant’altro perché il nostro “io”, molto educato, non
vuole utilizzare parole troppo dirette. Ma è sempre efficace la “buona
educazione” o, in alcuni casi, è forse meglio dire le cose nel modo più diretto
e chiaro possibile senza, appunto, fare tanti giri di parole? Francesco Di
Fant, uno degli esperti sul linguaggio
del corpo più autorevoli in Italia, va direttamente al sodo definendo
questi individui con la parola che tutti noi in realtà pensiamo: stronzi. E ne dà una definizione a mio
parere impeccabile. Infatti scrive nel suo ultimo libro che si intitola,
appunto, Come riconoscere uno stronzo al
primo sguardo (Newton Compton Editori): «[...] i veri comportamenti da stronzo
sono riconducibili alla presunzione di superiorità che alcune persone nutrono
nei confronti degli altri.
mercoledì 21 ottobre 2015
Come Attraggono gli Uomini e come le Donne
Lo sguardo
Una
cosa che in pochi, pochissimi sanno è che tra uomini e donne sussiste una
differenza molto netta nel modo di vedere gli altri, dovuta alla loro diversa
natura dell’occhio: gli uomini di solito riescono a vedere soltanto quello che
hanno di fronte a sé (molto probabilmente ciò è dovuto alla loro natura primordiale
di cacciatori), mentre le donne hanno tendenzialmente una “visione periferica”
maggiore e cioè riescono a notare meglio ciò che avviene ai lati (e anche
questo quasi certamente è dato dalla questione evolutiva di vedere i pericoli
al fine di difendere la prole). È a ciò che si devono le famose “incomprensioni”
che accadono tra due persone che sono attratte reciprocamente: la donna agli occhi
dell’uomo sembra disinteressata giacché rivolge lo sguardo verso un’altra
direzione (quando in realtà lo sta osservando con molta attenzione), mentre l’uomo
alla donna può sembrare poco sveglio perché guarda con insistenza (“Ma perché mi
fissa in quel modo?”).
venerdì 16 ottobre 2015
Come Migliorare le Relazioni in Famiglia
Il problema: l’Incompatibilità
Quando
vediamo una coppia che “non va d’accordo” in genere li sentiamo dire “non siamo
compatibili”. Ebbene, la cosa particolare in ciò è che all’inizio,
evidentemente, questo problema non c’era, anche perché altrimenti non si
sarebbero legati in una relazione. Ma allora, cos’è successo con il trascorrere
del tempo? Una cosa di cui quasi nessuno si rende mai conto: si è smesso di
vedere le caratteristiche dell’altro
o dell’altra come delle “cose meravigliose” che potevano allargare la propria
esperienza della vita per finire, invece, nell’identificarle come cose
negative. In sostanza, si è passati dal “mi piaci perché le tue differenze mi
conducono oltre l’orizzonte”, al “non ti sopporto perché sei diverso/diversa da
me”. Come si vede, il problema reale di fondo non risiede nella personalità
dell’altra persona, bensì semplicemente nel vedere come differenze cose che prima erano considerate come positive e costruttive novità. Soltanto
prendendo consapevolezza di ciò è possibile far tornare una relazione sana, giacché un matrimonio ha successo
soltanto quando, invece di disprezzare, una coppia valorizza le differenze. Infatti, come scrive giustamente Stephen
Covey, uno dei massimi esperti di relazioni umane al mondo, «[Se, in un
rapporto, due persone] vedono le differenze come una minaccia, ci saranno dei
problemi. Se invece si compiacciono delle differenze, apprezzando il fatto di
potersi conoscere l’una con l’atro e scoprire cosa c’è d’insolito nel partner,
la loro unione prospererà». Naturalmente, quando si parla di “compiacere le
differenze” si sottintende che siano cose sane
e costruttive.
lunedì 12 ottobre 2015
Come Funzionano le Abitudini
La
maggior parte delle nostre azioni sono inconsce, cioè agiamo attraverso
“programmi mentali” che “ci siamo installati da soli” o che “ci sono stati
installati da altri” e che comunemente chiamiamo abitudini. Molte abitudini non solo sono sane ma sono anche
necessarie: sarebbe impossibile fare tutte le cose che facciamo ogni giorno –
come guidare, utilizzare il computer, giocare a tennis, ma anche solo parlare o
camminare – se dovessimo ogni volta pensare a ogni singola azione. Altre abitudini,
invece, sono insane (come il fumo ad esempio) e, in casi estremi,
autodistruttive (come l’abuso di alcol o di droghe). Non solo. Molte abitudini,
che di per sé
venerdì 2 ottobre 2015
Nella Mente di Putin
Quando
si cerca di analizzare le motivazioni reali che spingono un determinato
personaggio a compiere delle azioni e ad agire in un determinato modo, niente
deve essere lasciato al caso e, soprattutto, è bene mettere da parte qualsiasi
convinzione o preconcetto che può risiedere in ognuno di noi e cercare di
svolgere un’analisi il quanto più tecnica e accurata possibile. Ciò vale in
particolar modo quando questo personaggio si chiama Vladimir Putin. E per poterlo fare utilizzeremo i quattro “strumenti”
che, a mio parere, possono far emergere la vera “natura” di un individuo, e
cioè: 1) individuare le motivazioni
reali che spingono una persona a fare quello che fa; 2) evidenziare il suo modo
di comunicare e, quindi, l’approccio
utilizzato per persuadere gli altri
ad appoggiarlo; 3) far emergere le tecniche di leadership usate (che possono andare dal soft al hard); 4) osservare
il suo linguaggio del corpo al fine
di cercare di comprendere “cosa pensa veramente” al di là di ciò che dichiara
verbalmente. Ripeto, qui non si tratta di dare nessun tipo di “giudizio”, né di
carattere politico né, tanto meno, di tipo “morale”: si tratta semplicemente di
cercare di osservare, nella maniera più logica possibile, un determinato
personaggio, proprio come un novello scienziato cerca di comprendere il
funzionamento della natura con gli strumenti che ha a disposizione. Fatta
questa doverosa premessa, passiamo all’azione.
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